Il derby del mondo - così è stata definita alla vigilia la gara tra verdeoro ed azzurri - giocato ieri sera a Londra ha messo di fronte le due squadre più titolate (metà dei campionati del mondo sono nella loro bacheca) e richiamato un'attenzione planetaria.Ha dato però spunto anche per molte riflessioni.
Partiamo da quelle non prettamente tecniche, e non si può non interrogarsi sulla collocazione della gara, solamente 48 ore dopo la giornata di campionato.
I giocatori impegnati hanno per la maggior parte giocato domenica pomeriggio, si sono ritrovati la domenica in tarda serata, fatto un solo vero allenamento il lunedì mattina, affrontato il viaggio (non lungo ma comunque da fare) ed era già tempo di giocare... Sappiamo tutti che le esigenze della TV sono sacre e giocare al martedì permetteva di evitare la concorrenza di altre grandi gare internazionali (Francia - Argentina, Inghilterra - Spagna), ma non è rispettoso nè verso l'importanza della partita, nè verso gli spettatori non permettere ai giocatori in campo di essere al massimo.
Veniamo ora alle note (dolenti) tecniche, viste dalla nostra parte: la squadra di Dunga ha dominato e vinto nettamente. E' vero che il goal di Grosso era regolare, ma poi il Brasile ha meritato le due reti e la cosa che più fa preoccupare è che il Brasile la partita non l'ha vinta sul piano del palleggio (da annotare solo una giocata super, quella di Robinho nel 2-0, fantastica!), ma incredibilmente per la grinta e la corsa.
Nell'immaginario collettivo il calcio brasiliano è divertimento e fantasia, ma non è più così, o quanto meno non solo... Il c.t. Dunga sta plasmando la squadra con la concretezza che lo contraddistingueva da giocatore e chi vuole far parte dell'undici deve dare tutto (l'avete visto Ronaldinho che pressava e inseguiva l'uomo?!).
Ma la vera novità dei sudamericani in vista del mondiale 2010 è la difesa (Julio Cesar, Maicon, Lucio, Juan, Marcelo o Maxwell), non più tallone di Achille ma anzi una delle migliori del mondo. Se si aggiunge un potenziale offensivo spaventoso che può provocare solo problemi di abbondanza e si tralascia il fatto che il centrocampo è mediocre (non si può mica avere tutto...) ci troviamo sicuramente di fronte alla favorita per il titolo di campione del mondo.
Quindi abbiamo affrontato una grande squadra, non c'è che dire, ma i segnali dati dall'Italia di Lippi sono allarmanti: la grinta e la voglia di indossare la maglia azzurra, che sono stati i marchi di fabbrica del trionfo di Berlino insieme a una difesa di ferro, ieri non si sono visti.
Per quanto riguarda la difesa, ieri disastrosa, credo che in Sudafrica non sfigurerà, perchè la coppia Chiellini (ieri assente) - Cannavaro (ieri non impeccabile, ma ai grandi appuntamenti difficilmente sbaglia) è tra le migliori al mondo, Zambrotta e Grosso sulle corsie esterne danno esperienza ed affidabilità.
Il problema è da ricercare altrove: giocatori svagati e confusi che soffrivano il pressing brasiliano (!!) e contrapponevano in fase di non possesso un'andatura da scapoli - ammogliati; il risultato è stato una gara a ritmi bassissimi e naturalmente in quelle condizioni il Brasile ha avuto la meglio.
Se non ritroviamo in fretta la determinazione che ci contraddistingueva il cammino sarà veramente duro, forse il rientro di Gattuso potrà coprire qualche problema ma non certamente tutti.
Ultima considerazione su Giuseppe Rossi, ormai credo debba essere proposto in pianta stabile come titolare vicino alla prima punta (Gilardino o Toni), in modo che possa arrivare al mondiale con più consapevolezza dei suoi enormi mezzi. Di Natale è bravissimo, ma non a mio avviso dello spessore per giocare da titolare un mondiale.
Diamo a Peppino la maglia azzurra numero 20, il cognome ce l'ha... Una volta questo mix ci ha portato bene, magari facciamo il bis!
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