Ormai Josè Mourinho è entrato nel calcio italiano da sei mesi, dal famoso "Non sono un pirla" pronunciato nella conferenza stampa di presentazione, ed è tempo di primi bilanci.Non ci sono mezze misure quando si parla dello Specialone (in italiano si dice così): o lo ami o lo odi, ha diviso i tifosi interisti tra entusiasti e nostalgici manciniani, ha spaccato gli addetti ai lavori tra chi lo stima e chi gli pensa sia "da prendere a bastonate sui denti" (parole di Lo Monaco, d. t. del Catania), ma la critica è quasi sempre dalla sua parte, forse perchè fa scrivere fiumi di inchiostro. Dato per scontato che l'Inter è una grande squadra ed ha la rosa più attrezzata in Italia, bisogna dire che vincere non è mai facile (soprattutto al primo colpo) e per ora l'allenatore di Setubal è sulla buona strada: +3 sulla Juve e +6 sul Milan in campionato (non distacchi pirotecnici ma comunque guarda tutti dall'alto), vittoria della supercoppa italiana (certo, non conta un granchè e l'ha vinta ai rigori, ma comunque sia l'ha portata a casa), semifinali di coppa Italia (eliminata la Roma con qualche "aiuto" arbitrale) e ottavi di Champions League (il rallentamento finale in un girone facile gli ha però impedito di raggiungere il primo posto ed in questo modo ora gli tocca lo United). Che dire, tutto sommato, fin ora i risultati parlano a suo favore, e solo qualcuno in cattiva fede non gli concederebbe almeno un 7 nello "scrutunio del primo quadrimestre".
Però un paio di appunti gli andrebbero fatti..
A inizio stagione ha messo in chiaro che in pubblico lui si prende sempre le responsabilità della squadra proteggendo i giocatori ad ogni costo: proprio così non è stato, in pochi mesi sono stati messi alla pubblica gogna Balotelli, Obinna, Cruz, Quaresma, Adriano e per ultimo Cordoba, reo di aver fatto un "errore da ragazzino" (allora Ancelotti con Jankulovsky - goal di Vucinic a Roma - doveva prendere in diretta una mazza da baseball...). Non ci fa una bella figura il portoghese, ogni qualvolta qualcosa va storto, a scaricare le colpe su questo o quel giocatore, e alla lunga rischia di mettersi contro lo spogliatoio.
Il secondo punto è un mercato fatto su misura per il suo amato 4-3-3 (acquistati per fior di soldi Mancini e Quaresma) per poi capire - meglio tardi che mai - che questa squadra non è fatta per quel tipo di gioco, perchè Ibra è troppo solo e i goal stentano ad arrivare (un conto è avere un centrocampista da 12 - 13 reti come Lampard che si inserisce e un altro conto è avere Javier Zanetti): quindi via libera all'Inter Manciniana, rombo di centrocampo con Stankovic vertice alto e un centravanti d'area vicino ad Ibrahimovic, ma guai a chi lo dice...
Lo Special One non ha bisogna di modelli... E ora sotto col Manchester!
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